17 Aprile 1944…

Il rastrellamento del Quadraro fu un’operazione militare tedesca effettuata il 17 aprile 1944 ai danni della popolazione dell’omonimo quartiere situato alla periferia sud di Roma, durante la seconda guerra mondiale.

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Q44 – Rastrellamento del Quadraro
backstage di “La Storia siamo noi



Il quartiere popolare del Quadraro era noto come covo di partigiani, di renitenti alla leva, di sabotatori e di oppositori al regime. Le truppe tedesche dapprima assediarono il quartiere e, dopo un rastrellamento, deportarono – secondo alcune fonti – 947 uomini nei campi di concentramento in Germania. I tedeschi progettarono inizialmente l’eliminazione dei prigionieri, ripiegando successivamente sulla loro deportazione in Germania.
Questi prigionieri, trasformati in “lavoratori volontari”, furono ricordati successivamente come “gli schiavi di Hitler”. L’episodio, a Roma, in quanto a dimensioni, fu secondo solo al rastrellamento del Ghetto del 16 ottobre 1943 (1.259 deportati, di cui 1023, di religione ebraica, furono avviati ad Auschwitz e solo sedici di loro sopravvissero).

Antefatto
Ciò che fece crescere la tensione nel rapporto tra la popolazione romana e gli occupanti fu, oltre che l’inasprimento dei metodi repressivi da parte delle truppe tedesche, la sempre più forte paura di una escalation della guerra con l’imminente arrivo degli alleati e la carenza di viveri, visto che i bombardamenti degli alleati avevano obbligato i tedeschi ad usare principalmente il trasporto su gomma per il trasporto delle merci. Il 31 marzo fu presa una misura drastica per indebolire tutte quelle frange ribelli disseminate nelle periferie romane. Il comando tedesco anticipava l’ora del coprifuoco alle 16,00 agli abitanti dei quartieri Quadraro, Torpignattara, Centocelle e Quarticciolo. In effetti, proprio in quel periodo il susseguirsi di sommosse e ribellioni da parte della popolazione romana, esasperata dalle precarie condizioni di vita, era quasi all’ordine del giorno.
Molto probabilmente la goccia che fece traboccare il vaso fu un clamoroso episodio avvenuto il 10 aprile in una trattoria di Cinecittà (la trattoria di Gigetto in via Calpurnio Fiamma). Nel pomeriggio del lunedì di Pasqua, Giuseppe Albano, detto il “gobbo del Quarticciolo”, assalì con la sua banda alcuni soldati tedeschi. Tre di questi vennero freddati a bruciapelo, provocando l’ira del comando tedesco a Roma.

L’operazione Balena
Kappler, deciso a voler dare un’altra lezione al popolo romano, dopo quella delle fosse Ardeatine del 24 marzo, organizzò in tutta segretezza il piano Unternehmen Walfisch (in italiano Operazione Balena), un piano che prevedeva il rastrellamento, che fu eseguito la mattina del 17 aprile, e la deportazione in Germania della popolazione del Quadraro. Per portare a compimento l’operazione, Kappler impiegò un imponente schieramento di uomini e mezzi. Questo fu dovuto al fatto che le strade del Quadraro erano sicure per i suoi abitanti, al punto che vi si poteva circolare liberamente senza il timore di incontrare dei soldati tedeschi o qualche fascista, ma nessuno poteva essere sprovveduto da addentrarsi in quelle vie, che ad ogni angolo potevano nascondere un partigiano.

Il rastrellamento
Il 17 aprile, verso le 4 del mattino, le truppe tedesche circondarono l’intero quartiere, bloccando ogni via di accesso e di uscita. Successivamente i soldati, guidati da Kappler, coadiuvati dalla Gestapo, dalle SS e dalla Banda Koch, iniziarono le perquisizioni, passando al setaccio il quartiere casa per casa. L’operazione venne giustificata come un atto che sarebbe servito per “reclutare” mano d’opera per la Wehrmacht. Solo successivamente, il console tedesco Möllhausen scrisse in un memoriale che in realtà si trattò di un atto militare di polizia e controguerriglia, sostenuto per distruggere le frange ribelli che da tempo si annidavano al Quadraro. Le circa 2000 persone rastrellate durante la mattinata (tutti uomini tra i diciannove e i cinquanta anni) furono portate al cinema Quadraro per essere schedati. Dopo ore di attesa, ammassati e trattati come bestie, vennero caricati su camion e portati a Cinecittà, per la selezione. Alcuni riuscirono a fuggire e molti tra gli scartati vennero arrestati. I familiari che si accalcavano davanti ai cancelli furono brutalmente respinti dalla polizia fascista, mentre il parroco della chiesa Santa Maria del Buon Consiglio, Gioacchino Rey, si adoperava per aiutare gli sfortunati, procurandosi viveri, abiti e raccogliendo biglietti di conforto e di consiglio da portare ai prigionieri; quando chiese di poter conferire con un ufficiale per invocare clemenza, venne colpito al volto senza ritegno da un soldato tedesco.
Dei deportati solo la metà tornò al Quadraro.

Il 17 aprile 2004, il Municipio X di Roma, nel cui territorio ricade il Quadraro, è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile.
(fonte:http://www.hto.tv/)





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