Pasqua Bbefanìa…

Oggi, ch’è aritornata la Befana,
ripenso a quanno ch’ero regazzino:
vedo Piazza Navona, la buriana,
risento er concertino…

Re Magi

C’ė un sito che visito sempre con piacere. Si tratta di Roma sparita, che, in occasione della festività dell’Epifania, ha pubblicato curiosità, poesie, bellissime foto di una Roma che fu (ricordo anch’io la “Befana del vigile” a Piazza Venezia). Ne trascrivo alcune.

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La Befana è da sempre una figura molto amata e attesa a Roma, e lo era ancora di più prima dell’importazione di Babbo Natale, avvenuta nel dopoguerra: era infatti la Befana l’unica dispensatrice di doni per grandi e piccini.
Il giorno della Befana si chiamava il giorno di “Pasqua Bbefanìa” in quanto ancora fino alla fine dell’Ottocento tutte le feste venivano definite con la parola “Pasqua”.

Befana deriva dalla parola “Epifania“, “apparizione“, ed è legata alla visita dei Magi a Gesù, ma l’origine di questa festa sembra avere origini molto più antiche, legate alle antiche feste agresti pagane: la befana rappresenterebbe la conclusione reale dell’anno vecchio e il suo aspetto di vecchia, e quasi di strega, potrebbe essere legato a questa antica origine.

Giggi Zannazzo (1860 – 1911) scrive che la Befana ai bambini “ortre a li ggiocarèlli, s’ausa a ffaje trovà a ppennolone a la capa der cammino du’ carzette, una piena de pastarelle, de fichi secchi, mosciarelle, e un portogallo e na’ pigna indorati e inargentati; e un’antra carzetta piena de cennere e ccarbone pe’ tutte le vorte che sso’ stati cattivi”.

L’arrivo della Befana era festeggiato dai romani per le strade della città in modo molto chiassoso. Sempre Zannazzo ci racconta che i festeggiamenti si facevano a “Ssant’Ustacchio e ppe’ le strade de llì intorno. In mezzo a ppiazza de li Caprettari se ce faceva un gran casotto co ttutte bbottegucce uperte intorno intorno, indove ce se venneveno un sacco de ggiocarelli, che era una bbellezza. Certi pupazzari mettevano fòra certe bbefane accusì vvere e brutte che a mme, che ero allora regazzino, me faceveno ggelà er sangue da lo spavento”.

In un sonetto il Belli scrive, in modo piuttosto polemico, come i commercianti si approfittino del clima festivo per aumentare ingiustamente il prezzo delle merci, per svenderle poi a poco prezzo alla fine della festa («Mò oggnuno scerca de caciavve l’occhi: ma cquanno sémo ar chiude er butteghino, la robba ve la danno pe bbajocchi»).

L’attuale sede dei festeggiamenti della Befana, Piazza Navona, fu scelta solo dopo l’Unità d’Italia.
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incisione di Bartolomeo Pinelli
incisione di Bartolomeo Pinelli, La Befana in piazza


Il mercatino dell’Epifania di Piazza Navona è uno degli eventi più popolari che si svolgano a Roma. Nel periodo delle feste natalizie, e fino al 6 gennaio, ogni anno la piazza pullula di bancarelle a tema che espongono gadget, decori, oggetti di artigianato e, soprattutto, tantissime calze, di ogni forma e misura. Ci sono, inoltre, tante tante “vecchine”, e numerosi e bravi artisti di strada, ritrattisti ed artigiani che, contribuiscono a creare un’atmosfera unica.
Quella del mercato di Piazza Navona è una tradizione che affonda le proprie radici nel passato, quando la piazza, costruita sui resti dello stadio di Domiziano, ospitava un affollatissimo mercato rionale. Al di là delle numerose bancarelle con i prodotti della campagna romana, a rendere ancora più suggestivo il mercato di Piazza Navona era la dislocazione dei venditori, disposti in circolo seguendo l’andamento dell’agorà. Con il passare degli anni, il mercatino è stato limitato al solo periodo dell’Avvento, sia per la squisita vocazione turistica di Piazza Navona, sia per la vicinanza con un altro mercato storico di Roma, Campo de’ Fiori.

Piazza Navona

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La viggijja de Pasqua Bbefanìa (di Giuseppe Gioachino Belli)
La bbefana, a li fijji, è nnescessario
de fajjela domani eh sora Tolla?
In giro oggi a ccrompa’ cc’è ttroppa folla.
A li mii je la fo nne l’ottavario.
A cchiunque m’accosto oggi me bbolla:
e ccom’a Ssant’Ustacchio è cqui ar Zudario.
Dunque pe st’otto ggiorni io me li svario;
e a la fine, se sa, cchi vvenne, ammolla.
Azzeccatesce un po’, d’un artarino,
oggi che ne chiedeveno? Otto ggnocchi;
e dd’una pupazzaccia un ber zecchino.
Mò oggnuno scerca de cacciavve l’occhi;
ma cquanno sémo ar chiude er butteghino,
la robba ve la dànno pe bbajocchi.
(6 gennaio 1845)
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la Befana

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E’ aritornata la Befana (di Checco Durante)
Oggi, ch’è aritornata la Befana,
ripenso a quanno ch’ero regazzino:
vedo Piazza Navona, la buriana,
rìsento er concertino fatto co’ le trombette
dentro l’orecchio de le regazzette
che a forza de risate e de strilletti
e facenno vedé de scappa via,
pareveno ‘no stormo d’ucelletti.
Quanta semplicità! Quanta allegria.
E me rivedo puro que la sera
che nonna me se mise accosto al letto
e, doppo detta assieme la prejera,
me fece un discorsetto.
Dice: – Stanotte ariva la Befana…
Va in giro pe’ li tetti
ìnfagottata in una palandrana,
e cià un sacco co’ tanti regaletti
pe’ le creature bone
pe’ vedelle contente,
e un antro co’ la cenere e er carbone
pe’ quelle più cattive e impertinente.
E gira… gira sempre, poverettal
Se ferma solamente a ‘gni cammino
pe’ poté mette dentro a la carzetta
quello che ha meritato er regazzìno.
Però, cocco mio bello, t’ho da dì
che la Befana nun finisce qui,
che la Befana nun è mai finita
ma t’accompagnerà tutta la vita,
pronta a premiatte si fai |’azzione bone…
si fai der male pronta gastigatte
portannote la cenere e er carbone.
Senti tu’ nonna che te dice questo:
Mantiette sempre onesto…
ricordete che ar monno quer che vale
è fa sempre der bene e mai der male.

So passati tant’anni…
N’ho fatto de cammino su ‘sto monno…
da la vita ciò avuto gioie e affanni…
er nipotino è diventato nonno.
Ma la voce de nonna, pora vecchia,
ancora me risona nell’orecchia:
– Ricordete che ar monno quer che vale
è fa sempre der bene e mai der male. –
E mo, come quann’ero regazzino,
me domanno co’ un po’ de commozione:
– Si metto la carzetta ner cammino
ce trovo più regali… o più carbone?
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calze della Befana

E arrivarono i Magi alla capanna…

arrivano i Re Magi - foto 1

arrivano i Re Magi - foto 2

arrivano i Re Magi - foto 3

arrivano i Re Magi

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Mantegna - Adorazione dei Magi
Andrea Mantegna, Adorazione dei Magi
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Giotto - Adorazione dei Magi
Giotto, Adorazione dei Magi
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