Yom haShoah

יום הזיכרון לשואה ולגבורה
Yom haShoah, o “Giornata del ricordo dell’olocausto”, ricorre ogni anno in Israele il 27 di Nissan secondo il calendario ebraico; per due minuti, in tutta Israele suonano le sirene e tutto si ferma, per ricordare lo sterminio di sei milioni di ebrei avvenuto in Europa poco più di sessant’anni fa e le vittime e gli Eroi dell’Olocausto.

foto della Stanza dei Nomi
La Stanza dei Nomi (The Hall of Names) nel Museo Yad Vashem (Ebraico: יד ושם), il memoriale ufficiale di Israele dedicato alle vittime ebree dell’Olocausto.
All’interno della “Stanza dei Nomi” sono conservati ben oltre 3 milioni di nomi di vittime e numerosissime foto.


“…Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”
(da Primo Levi, Se questo è un uomo, 1945/7)

Link esterno al brano musicale Manoscritto – Salvatore Lanzetti: Andante in La minore, dal ms della BN di Parigi.
Claudio Ronco, violoncello barocco, Andrea Coen, cembalo (AUDIO)

Ringrazio il Maestro CLAUDIO RONCO per la gentile concessione al link del brano (CLAUDIO RONCO: violoncellista, compositore, violoncello solista del Clemencic Consort di Vienna, apprezzato dalla critica come eccezionale interprete del maggiore repertorio virtuosistico per violoncello sia barocco che romantico).


Israele ricorda oggi i sei milioni di ebrei uccisi dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. E’ Yom ha Shoà Vegvurà, la “giornata della sciagura e dell’eroismo”. Al suono delle sirene Israele si è fermata per due minuti di raccoglimento.
Link al video “Yom haShoah – Giornata del ricordo dell’olocausto” (VIDEO)

foto giornata del ricordo
Link all’articolo pubblicato da RaiNews24 “In Israele la giornata della memoria”


Link ad una interessante dispensa cartacea inerente Linee Guida “In preparazione della giornata della Shoah”


Il MUSEO YAD VASHEM
Il museo Yad Vashem (Ebraico: יד ושם) è il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell’olocausto, fondato nel 1953 grazie alla Legge del memoriale approvata dalla Knesset, il Parlamento Israeliano.
E’ l’ente nazionale per la memoria della Shoah, e ha il compito di documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante il periodo della Shoah, preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime – per mezzo dei suoi archivi, della biblioteca, della Scuola e dei musei. Ha inoltre il compito di ricordare i Giusti tra le Nazioni, che rischiarono le loro vite per aiutare gli ebrei durante la Shoah.
La titolazione del museo, che significa “un memoriale e un nome”, viene dal libro di Isaia 56:5, laddove Dio dice “concederò nella mia casa e dentro le mie mura un memoriale e un nome … darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato”.
Il Museo è composto da una sala memoriale, un museo storico, una galleria d’arte, una Sala dei Nomi, un archivio, “la valle delle comunità perdute” ed un centro educativo. Presso il museo esiste un Giardino dei Giusti, presso il quale vengono onorati i Giusti tra le nazioni che, spesso a rischio della propria vita, salvarono ebrei dallo sterminio.
Un piccolo giardino ed una targa sul pavimento del museo, inoltre, sono dedicati ai cittadini di Le Chambon-sur-Lignon, località della Francia che durante la Seconda guerra mondiale resero la propria cittadina un rifugio per gli ebrei in fuga dal Nazismo
Oltre agli specifici spazi museali, all’interno dello Yad Vashem sono visibili la “Yizkor Tent” (“Padiglione del Ricordo”, in cui le ceneri dei defunti sono bruciate nella perpetua fiamma del ricordo), lo “Yad Layeled” (il memoriale dei bambini, ricorda il milione e mezzo di bambini Ebrei sterminati durante l’olocausto), il Viale dei “Giusti tra le Nazioni” (con oltre 2.000 alberi che sono stati piantati in onore dei non Ebrei che misero a repentaglio la propria vita per salvare gli Ebrei dai Nazisti).
foto della Stanza dei Nomi
Gli archivi e la Biblioteca inseriti nel complesso di Yad Vashem costituiscono la più grande raccolta mondiale di documentazione relativa all’olocausto. All’interno della “Stanza dei Nomi” sono conservati oltre 3 milioni di nomi di vittime dell’olocausto, nomi che possono essere ancora consultati dai visitatori ed aggiunti all’archivio informatico.
Link al sito Yad Vashem (World Holocaust Center, Jerusalem)

As the Jewish people’s living memorial to the Holocaust, Yad Vashem safeguards the memory of the past and imparts its meaning for future generations.
Link alla pagina “Yad Vashem” su Facebook

Canali Yad Vashem su YouTube: English – Hebrew – Spanish – Russian – Arabic
Il canale “Yad Vashem” in lingua inglese su YouTube

foto della Stanza dei Nomi
Yad Vashem: Remembering the Past, Shaping the Future
“I remember well, at the end of a long hallway, a large room, filled with thousands of small lights and the names of children. This was the whisper of innocent souls. I said then to myself that, without a doubt, this is the politic. To place a barrier before the madness of men and to refuse to be carrie away by the madness of men. I was changed at Yad Vashem.” (Nikolas Sarkozy, Presidente della Repubblica Francese)

Yad Vashem: Remembering the Past, Shaping the Future
“If you’ll take away from our people the memory, we shall not have a future. If you’ll take away our heritage, we shall not have a vision. And we need a memory and a future, a heritage and a vision.” (Shimon Peres, Presidente dello Stato d’Israele)


Link alla pagina con informazioni in italiano su “Yad Vashem”, la Scuola Internazionale per gli Studi della Shoah, il Desk Italia e risorse e materiali in italiano



Pacificazione… (ringrazio per questo contributo la mia amica Prof.ssa Annamaria Evangelisti, che tenta – ormai da anni – di rasserenare le mie sconfortate riflessioni sull’Olocausto)
“[…] Quando siamo arrivati alla frase: basta che esista una sola persona degna di essere chiamata tale per poter credere negli uomini, nell’umanità, m’è venuto spontaneo di buttargli le braccia al collo. E’ un problema attuale: il grande odio per i tedeschi che ci avvelena l’animo. Espressioni come: “che anneghino tutti, canaglie, che muoiano col gas” fanno ormai parte della nostra conversazione quotidiana; a volte fanno sì che uno non se la senta più di vivere di questi tempi. Ed ecco che improvvisamente, qualche settimana fa, è spuntato il pensiero liberatore, simile a un esitante e giovanissimo stelo in un deserto d’erbacce: se anche non rimanesse che un solo tedesco decente, quest’unico tedesco meriterebbe di essere difeso contro quella banda di barbari, e grazie a lui non si avrebbe il diritto di riversare il proprio odio su un popolo intero.” (Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi 2004 – Il 7 settembre 1943 Etty sale sul treno che la porta ad Auschwitz. Riesce a gettare dal treno un’ultima cartolina, a testimonianza di una resistenza ininterrotta: “Abbiamo lasciato il campo cantando”. Morirà ad Auschwitz il 30 novembre 1943, all’età di 23 anni.)



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AGGIORNAMENTI APRILE 2012

Moshe Hegerman

In questa famosa fotografia, solo recentemente è stato identificato Moshe Hegerman, il rabbino di Olkusz in Polonia. Portato alla piazza del paese per l’esecuzione, chiese ai soldati nazisti di poter prima recitare il Kaddish per i suoi fratelli uccisi. I soldati risero di lui guardandolo pregare, lo fotografarono e poi lo uccisero.
Yom HaShoah nell’anno 2012 inizia la sera di Mercoledì, 18 Aprile 2012, e termina la sera di Giovedi 19 Aprile 2012.



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AGGIORNAMENTI APRILE 2013

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Yom haShoah 2012 – Tel Aviv

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La ricorrenza di Yom HaShoah nell’anno 2013 inizia domenica 7 Aprile, dopo il tramonto – quando scocca il 27esimo giorno di Nissan nel calendario ebraico – e proseguiranno nei giorni 7 e 8 aprile 2013, con differenziate celebrazioni di Yom HaShoah 2013, Giorno della Memoria della Shoah in Israele e nel mondo ebraico, 70^ anniversario della data in cui ebbe luogo l’eroica rivolta degli ebrei nel Ghetto di Varsavia.






3 Responses to “Yom haShoah”

  1. guido peroni scrive:

    sono stato insegnante e preside – ho sempre cercato di ripetere
    ” ricordiamo , ricordiamo ” quando andavo a Roma giravo là dove stava il ghetto e cercavo qualcosa , che non sapevo , che non capivo , che non vedevo , nella piazza desolata , ” il 16 ottobre 1838……” Io sento , io vivo dentro , la Shoah come una ferita originale , come una colpa incancellabile . sono ritornato nelle scuole e parlo della Shoah , ma mi chiedo cos’è la memoria , cosa sentono questi ragazzi distratti , cosa vedono questi occhi invasi da milioni di immagini . per loro un mostro è soltanto un fumetto

    • Buona sera, Guido :-)
      E’ vero, concordo con te (posso darti del tu?), è faticoso, i ragazzi sono distratti – da subito (altro che il breve periodo di concentrazione e successivo calo della soglia dell’attenzione), ma… non dobbiamo scoraggiarci. Parlare, testimoniare, per brevi cenni, ripetuti, ripresi anche a distanza di tempo, aggiungendo un altro tassello, un mattoncino, con ottimismo.
      Grazie per il tuo voler essere ancora testimone, e grazie per i commenti. La rete bombarda con quei milioni di immagini cui tu accenni, ma può essere utilizzata anche, e soprattutto, per testimoniare, per discutere, per confrontarci, per offrire e fermare piccoli tasselli di memoria.
      Parliamone!

  2. guido peroni scrive:

    ho scritto 16 ottobre 1838 , perchè 1800 ? forse perchè stavano nascendo i Protocolli , il libro-delitto , l’ammaestramento dei mostri , i mostri più pericolosi quelli sconfitti , quelli impotenti

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