Nasce oggi Mark Twain

Il doodle di Google di oggi è dedicato allo scrittore Mark Twain (all’anagrafe Samuel Langhorne Clemens), in occasione del 176° anniversario della nascita (nacque il 30 novembre 1835 in Florida – morì il 21 aprile 1910 a Redding).

doodle Google dedicato a Mark Twain

Tra i suoi libri più famosi Le Avventure di Tom Sawyer, un romanzo per ragazzi in cui si narrano le avventure di un ragazzo di 10 anni molto vivace e le sue incredibili avventure, e Le avventure di Huckleberry Finn (libro per il quale Ernest Hemingway arrivò a dire: “Tutta la letteratura americana deriva da un libro di Mark Twain intitolato Huckleberry Finn. Tutti gli scritti americani derivano da quello. Non c’era niente prima. Non c’era stato niente di così buono in precedenza.”
Nel romanzo Le Avventure di Tom Sawyer sono descritti simpatici aneddoti della infanzia di Tom, e sembra che proprio da un passo del romanzo sia ispirato il doodle di Google (Tom, per non dipingere uno steccato, attraverso uno stratagemma riesce a farlo fare ai suoi amici).

AFORISMI
La verità è che gli uomini non pensano: pensano soltanto di pensare, mentre in realtà non pensano.

Nulla è più triste a vedersi di un giovane pessimista, eccetto un vecchio ottimista.

L’inverno più freddo che ho passato è stata un’estate a San Francisco.

L’incipit del romanzo Le Avventure di Tom Sawyer
“Tom!”
Nessuna risposta.
“Tom!”
Ancora silenzio.
“Vorrei proprio sapere che cosa sta combinando quel ragazzo. Ehi Tom!”
La vecchia signora abbassò gli occhiali e lanciò un occhiata alla stanza al di sopra delle lenti, poi li sistemò di nuovo sul naso e guardò dal di sotto. Accadeva assai di rado che ci guardasse attraverso quando l’oggetto della sua attenzione era una cosa da poco come un ragazzino, perché quegli occhiali erano i suoi migliori, roba di cui sentirsi orgogliosi, ed erano stati fatti per bellezza, non per utilità; tanto che un paio di coperchi da stufa avrebbero prodotto lo stesso effetto. Per un momento assunse un’aria perplessa, poi disse, non minacciosamente, ma con un tono abbastanza alto da farsi sentire anche dai mobili:
“Beh, se riesco a metterti le mani addosso…”

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